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Intervista a Giulia Coppa

Giulia COPPA | Amedeo Avogadro University of Eastern Piedmont ...
Giulia Coppa, laureata in filosofia e comunicazione e fondatrice del blog letterario "The Melted Soul". Ha pubblicato il suo primo romanzo "La gloria del sangue", che ho avuto il piacere di leggere, nel 2017. E' una scrittrice di romanzi e poesie molto talentuosa, si è resa disponibile a rispondere ad alcune domande.

Cosa ti ha ispirato a iniziare a scrivere?
Ho iniziato a scrivere una mattina dei primi giorni di giugno. Era l’estate tra la seconda e la
terza superiore e volevo scrivere una storia che contenesse tutte le gioie e le speranze di
quel tempo in chiave fantastica. Non ho ancora finito il libro in questione perché poi è
arrivata l’ispirazione per gli altri libri. Mi sono posta innumerevoli volte questa domanda,
ma non ho ancora trovato una risposta unica…credo che la passione per la scrittura sia
nata in concomitanza con la lettura; volevo scrivere qualcosa che fosse in grado di far
provare emozioni alle persone.

La tua passione per la scrittura influenza la tua vita di ogni giorno?
Penso ogni giorno ai libri che scrivo, ma non credo che sia un’influenza totale o
totalizzante. Più che altro è una sorta di compagna sempre presente in me che mi dà forza
e con cui, ogni tanto, mi scontro. Alle volte non c’è nemmeno un’idea, altre volte invece so
di non avere abbastanza tempo in una giornata per scrivere tutto quello che vorrei. Mi
ritaglio delle ore tra università, lavoro, altre attività e la vita quotidiana. Amo scrivere alla
sera, quando torno dal lavoro oppure nel pieno pomeriggio. Durante l’estate i pomeriggi
afosi trascorrono rapidissimi e nemmeno me ne accorgo!

Ti piace leggere?
Oh sì! Decisamente. Senza lettura uno scrittore è a metà perché leggere, oltre ad essere
un modo per fare esperienze di creatività e di vita diverse, permette di esplorare l’essere
umano in una maniera tale che con le normali relazioni sociali non è possibile fare. Non
potrei immaginare un luogo senza libri e quando incontro persone che non leggo me ne
dispiaccio sempre.

Genere preferito?
Sono “figlia” del genere fantastico, ma non disdegno gli altri generi. Le forme della scrittura
sono molteplici e mutano nel corso del tempo. Ci sono processi appassionanti che stanno
dietro alla lettura e alla scrittura. Essere una lettrice e una scrittrice permette di avere una
visione di insieme e permette anche di porsi una miriade di domande. Quando leggi, nella
mente immagini quella determinata storia che si collega a esperienze della vita e c’è un
significato doppio: io leggo il libro in cui seguo la storia che accoglie dei significati propri e
il libro mi permette di comprendermi, di fare una sorta di punto della situazione su come
sono, come penso. L’esperienza della lettura è estremamente stimolante e la scrittura,
d’altro canto, ti permette di creare delle esperienze nuove per te stessa e per coloro che
leggeranno.

Quale credi sia il tuo miglior capolavoro?
Onestamente ogni libro, se contiene l’aspirazione tale per essere il “capolavoro”, sarà per
l’autore un capolavoro, ma la parola “capolavoro” deve essere data dal lettore. Quando
scrivo penso: “Quello che sto scrivendo è sì, no o fantastico!?” Di solito punto al fantastico!
e poi starà al lettore decidere se anche per lui è un fantastico, un sì o un no.

Dai un consiglio ai lettori e aspiranti scrittori!
Scrivere è un’esperienza che potrebbe cambiare il modo d’essere della persona, quindi
bisogna porsi in modo umile e critico nei confronti di se stessi, cercando sempre di
migliorarsi. Il primo passo è scoprire la volontà in se stessi e poi pensare alla storia da
scrivere.

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